Madame Wax – Senegal
Riflessioni e testimonianze dai produttori:
Madame Wax è il nome della linea di prodotti tessili venduti dall’Associazione Pro Senegal. Le vendite di questi articoli servono a finanziare il Centro di Integrazione Comunitaria del villaggio di Mboro. Per le creazioni si utilizza il tessuto colorato, chiamato appunto Wax, combinato anche a volte con sacchi di riso riciclati.
Riceviamo dall’associazione Pro Senega:
“In Senegal il Covid 19 si sta piano piano espandendo e la popolazione è parecchio preoccupata.
Hanno pure loro molte restrizioni: coprifuoco dalle 20 alle 8 di mattina. Non ci si può spostare da un villaggio all’altro per non diffondere i contagi. La polizia ė molto zelante, meglio non trasgredire. I piccoli mercati di strada sono autorizzati: ciò permette alle donne di vendere le poche verdure che coltivano. Sono chiusi invece i grandi mercati delle città.
Dove operiamo noi a Mboro sur Mer non mancano per ora i generi di prima necessità. Il governo distribuisce alle famiglie più povere il necessario per vivere: riso, zucchero, olio, sapone, eau de Javel. Sono anche esonerati dal pagamento delle fatture per elettricità e acqua e altre tasse per almeno tre mesi.
Pro Senegal si occupa pure di distribuire cibo e materiale di prevenzione, disinfettante, sapone, guanti e mascherine.
Il nostro sarto Pathè con i suoi apprendisti produce mascherine, sia standard sia più originali, per rispondere all’obbligo di portarle.
Hanno paura dei casi di contagi “communautaires”, vale a dire i casi in cui non si capisce da dove viene il contagio, persone che non hanno apparentemente avuto contatti con l’estero. Di fatto, stanno aumentando i contagi. Ultimamente l’esercito è stato mandato nei villaggi più colpiti per fermare i focolai con misure più restrittive.”

Dall’occupazione israeliana della Cisgiordania, una cinquantina di anni fa, le condizioni di vita della popolazione palestinese si sono costantemente deteriorate, in seguito ad una politica di intimidazione fatta di confische dei terreni e dell’acqua, muri di separazione, distruzione delle infrastrutture e blocco della maggior parte delle attività economiche e sociali. Da 25 anni l’Unione dei comitati di lavoro agricolo (UAWC) lavora per la sopravvivenza di questi agricoltori. L’organizzazione, nata come unione di gruppi di auto-aiuto locali, sostiene le famiglie di contadini con formazione e consulenza sull’agricoltura e sulla produzione e commercializzazione di prodotti finiti come miele, verdure essiccate al sole, erbe aromatiche e olio d’oliva.
